La rivoluzione informatica di questi ultimi
decenni, che ci vede da un lato attori e dall’altro
fruitori/spettatori, ha influenzato profondamente
le modalità con cui la maggior parte
di noi lavora, studia e si diverte.
Accanto ai vantaggi che permettono, per
esempio, di dialogare, virtualmente, con
1/3 delle persone del mondo, di leggere
qualsiasi giornale, di acquistare libri
e confrontarsi con culture lontane, di lavorare
per aziende straniere, ecc. abbiamo “guadagnato”
una serie di effetti collaterali.
Purtroppo, almeno per ora, al computer
si sta fermi, seduti su una sedia, con lo
sguardo fisso e con un’attenzione
morbosamente focalizzata a ciò che
avviene a video!
L’ambiente lavorativo, i rapporti
interpersonali tra colleghi e clienti/fornitori,
così come buona parte delle relazioni
interpersonali sono fonte e motivo di preoccupazione,
frustrazione, risentimenti, rancori, rabbia.
In questo contesto ci si ritrova a correre
sempre più velocemente per ottenere
dei risultati sempre più esigui.
Inoltre, in quanto soggetti sociali,
sperimentiamo quotidianamente i ritmi incalzanti
e le esigenze complesse della vita moderna.
Gli effetti dello stress influenzano e condizionano
ognuno di noi, singoli individui, così
come la nostra società nel suo complesso.
La tensione è diventata
una condizione costante, mentale ed emotiva,
che riverbera i suoi sintomi sul corpo.
La alterazione della sfera fisica, quella
maggiormente percepita, si palesa con manifestazioni
patologiche, lievi o pronunciate, come l’ipertensione,
l’ulcera, le malattie cardiache, l’insonnia,
la cefalea, ecc. Tutti disturbi strettamente
collegati allo stato di tensione.