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"Che nulla ti disturbi,
che nulla ti spaventi;
tutte le cose passano."
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Stare
attenti vuol dire vivere nel momento
presente, non essere imprigionati nel
passato e nemmeno anticipare eventi
futuri che potrebbero non accadere.
Allorche' siamo pienamente coscienti
del momento presente, la vita si trasforma
e l'ansia e lo stress scompaiono. Gran
parte della vita se ne va nella febbrile
anticipazione delle cose da fare e nella
conseguente sospensione d'animo. Dovremmo
imparare a fare un passo indietro nella
liberta' e possibilita' del presente.
Bede
Griffiths, monaco benedettino
Stando
con te stesso... Osservandoti nella
vita quotidiana con attento interesse,
con l'intenzione di capire piuttosto
che di giudicare, nell'accettazione
completa di qualunque cosa possa emergere,
per il solo fatto che è lì,
tu dai modo a ciò che è
profondo di venire in superficie e di
arricchire la tua vita e la tua coscienza
con le sue energie imprigionate. Questo
è il grande lavoro della consapevolezza:
rimuove gli ostacoli e libera le energie
tramite la comprensione della natura
della vita e della mente. L'intelligenza
è la porta della libertà
e l'attenzione cosciente è la
madre dell'intelligenza.
Nisargadatta
Maharaj, maestro spirituale indiano
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Se
il vento..., Rabindranath
Tagore |
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Se
il vento spegne la luce,
le stelle appaiono:
nell’oscurità troviamo
allora
le tracce del sentiero.
(da Sfulingo)
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I
(parte seconda) - Sonetti a Orfeo,
Rainer Maria
Rilke |
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Respiro,
tu invisibile poema!
Spazio puro del mondo, col nostro essere
scambiato senza sosta. Contrappeso
in cui s’attua il mio ritmo.
Onda unica di cui
io volta a volta sono il mare;
più esiguo di ogni possibile
mare –
spazio che si conquista.
Quante parti di questi
spazi furono
già entro di me. Quanti venti
sono come miei figli.
Mi riconosci, aria,
tu piena ancora di luoghi un tempo miei?
Tu, una volta delle mie parole
liscia scorza, rotondità e foglio.
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VIANDANTE,
Antonio Machado |
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Viandante
son le tue orme la via e nulla
più;
viandante non c'è via la
via si fa con l'andare.
Con l'andare si fa la via,
e nel voltare indietro la vista
si vede il sentiero che mai si
tornerà a calcare.
Viandante non c'è via,
ma scia sul mare. |
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IL
PELLEGRINAGGIO , Stephen Alter |
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Ogni
pellegrinaggio comincia con una
domanda.
E’ un viaggio in cerca di
risposte, non soltanto spirituali,
ma fisiche, emotive, personali,
e talvolta persino scientifiche.
Si potrebbe semplicemente restarsene
a casa e meditare sugli enigmi
dell’esistenza, ma partire
in pellegrinaggio implica un’indagine
di carattere diverso, con cui
ci si consegna corpo, mente e
anima ai rigori di una ricerca
che è, nel contempo, interiore
ed esteriore. Per questa ragione
è probabile che le nostre
scoperte più importati
siano quelle che trascendono sia
la razionalità sia la religione
e ci conducono oltre le convenzioni
della fede così com’è
vissuta nel quotidiano, rivelandoci
il legame essenziale fra l’uomo
e la natura. |
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MEDITARE
CON L'OCEANO, Daniela |
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Semplicemente
stare, davanti all'oceano...
Semplicemente respirare, con l’oceano…
Semplicemente essere…
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Faceva
bene alla pelle toccare la Terra
e ai vecchi piaceva
togliersi i mocassini e camminare
con i piedi scalzi sulla sacra
Terra... Il suolo aveva il potere
di lenire, rafforzare, purificare
e guarire.
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UN
LUNGO TUFFO NELL'ANIMA, Umberto
Pellizzari |
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Da 0 a 100 metri e poi ancora
più giù, a precipizio
negli abissi: le pulsazioni
rallentano, il corpo svanisce,
ogni sensazione galleggia dentro
nuove forme. Resta soltanto
l'anima. Un lungo tuffo nell'anima
che sembra assorbire l'universo.
Ogni volta risalire è
una scelta: sono io che torno
a riappropriarmi della mia dimensione
umana, metro dopo metro, per
venire di nuovo alla luce. Spesso
mi chiedono cosa c'è
da vedere laggiù. Forse
l'unica risposta possibile è
che non si scende in apnea per
vedere, ma per guardarsi dentro.
Negli abissi cerco il mio io.
E' un'esperienza mistica, ai
confini col divino. Sono immensamente
solo con me stesso, ma è
come se mi portassi dentro tutta
l'essenza dell'umanità.
E' il mio essere umano che supera
il limite, che si cerca fondendosi
col mare, che si immerge in
se stesso e si ritrova.
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Se siete convinti di non avere
neanche dieci minuti da passare
seduti tranquilli vuol dire
che siete giunti a un disperato
bisogno di starvene seduti tranquilli
per dieci minuti. Quando ci
sorprendiamo a correre o a mettere
fretta agli altri che ci capitano
a tiro, chiediamoci dov'è
che andiamo, esattamente, così
di corsa. Da che cosa scappiamo,
verso che cosa corriamo? Fermati
un attimo. Siediti e rilassati.
Annusa l'aria. Guardati attorno.
Inspira ed espira a fondo. Questo
stato mentale detto Yoga non
lo si trova da nessun'altra
parte se non qui. Il momento
presente ti si apre davanti:
ti va di entrare?
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INVECCHIARE,
Omraam Mikhaël Aïvanhov
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Il nostro corpo fisico è fatto
di materia e poiché la materia
è sottomessa al tempo, essa
si logora, si sgretola, si disintegra.
È ciò che noi chiamiamo
“invecchiare” e le rughe,
i capelli bianchi, i reumatismi e
via dicendo, sono i segni evidenti
di questo invecchiamento, il che non
è certo una constatazione piacevole.
Ma noi non siamo unicamente un corpo
fisico e se il suo invecchiamento
rientra nell’ordine naturale
delle cose, interiormente, nulla ci
obbliga ad invecchiare con esso. Non
c’è quindi motivo di
preoccuparsi tanto! Le persone che
si rattristano fortemente per i segni
dell’età che ogni giorno
constatano davanti allo specchio,
in generale, sono già invecchiate
interiormente. Invece di preoccuparsi
di alimentare ciò che in loro
è caloroso e vivo – il
loro cuore
– esse s’identificano
con il proprio corpo, s’identificano
con la materia. Ma è il loro
cuore, non il loro corpo che fa di
loro delle persone giovani o vecchie
e se il loro cuore invecchia, è
perché loro stesse glielo permettono.
Per non invecchiare occorre mantenere
vivo il proprio amore verso gli esseri
e le cose, non perdere mai il proprio
interesse e la propria curiosità
per la vita che è là,
tutto attorno, così ricca e
abbondante.
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LE
DONNE , Swami Satyananda Saraswati
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Se
tutte le donne lasciassero questo
mondo, esso diventerebbe un deserto.
Non ci sarebbero più colori,
profumi, sorrisi e bellezza.
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MOUNA
- IL SILENZIO, Swami Niranjanananda
Saraswati |
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La parola mouna ha due significati.
Il primo è silenzio. Imparare
ad essere silenziosi è una
pratica di pratyahara. La parola è
un’espressione della forza pranica,
dell’energia vitale.
Molta energia viene sprecata nel parlare.
Se si analizzasse tutto ciò
che si dice durante il giorno, si
capirebbe che molto poco di quanto
detto è stato costruttivo e
di valore.
Più si parla e più energia
pranica si perde; meno si parla più
energia si conserva.
Quando, per esempio, si legge a voce
alta per più di un’ora,
poi ci si sente stanchi. Perché?
Dopotutto si ha solo parlato, non
si è fatto un lavoro fisico.
La stanchezza è dovuta alla
perdita di energia pranica. Quindi,
se si riesce a controllare il parlare,
si conserva energia vitale.
Mouna è importante anche durante
i pasti in modo da conservare e dirigere
l’energia pranica al sistema
digestivo. Quando si pratica silenzio
assoluto durante i pasti si nota il
miglioramento della digestione.
Sperimentate!
Provate per un mese, non solo uno
o due giorni, ad osservare il silenzio
durante i pasti… poi tornate
alla vecchi abitudine di chiaccherare
e noterete la differenza a livello
del sistema digerente.
Mouna è la regola negli ashram.
E’ molto difficile da seguire
ma coloro che riescono a farlo ne
traggono un grande beneficio.
Il secondo significato di mouna è
misura. Se si parla con misura le
parole allora hanno potere. Mouna
rappresenta uno stato di consapevolezza
mentale. Prima di parlare si toglie
la pula che circonda le parole e perciò
si dice solo il necessario. Allora,
con il tempo, il parlare diventa potente,
valido.
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PAURA,
Swami Veda Bharati |
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Ogni volta che
sviluppiamo un'idea dell'altro, di
cui si ha paura, verso cui si prova
rancore e contro cui si diviene rabbiosi
quando incrocia la nostra strada,
di cui si è gelosi quando vuole
la stessa cosa che desideriamo per
noi; questo altro, sia esso una persona
di famiglia, un vicino di casa, una
famiglia nei confronti di un'altra
famiglia, o una persona che fa parte
di un gruppo razziale, o di un gruppo
religioso, linguistico - questo altro
che può essere un paese o una
nazione; ogniqualvolta si sviluppa
il concetto dell'altro, verrà
la paura. E ogni paura discende dalla
paura di morire. E la paura di morire
causa la morte. Ricordate quest'ultima
frase: è la paura della morte
che accelera la morte.
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YOGA,
Swami Satyananda Saraswati |
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C’era una
volta un famoso scultore. Un giorno
ricevette la visita di alcuni uomini
che volevano vedere il suo lavoro.
Egli li portò nel suo studio
e mostrò loro numerose pietre
che erano state solo parzialmente
lavorate. Nessuno dei blocchi assomigliava
a qualcosa di riconoscibile e non
erano per niente belli. I visitatori
erano delusi, si aspettavano di vedere
sculture bellissime.
Lo scultore disse: “Qui è
dove comincio a lavorare alle mie
creazioni, ora andiamo nella prossima
stanza”. I visitatori, nella
stanza successiva, trovarono oggetti
con una forma più definita.
Infine, lo scultore li portò
in una stanza dove mostrò loro
squisite opere d’arte.
I visitatori ne furono deliziati ed
affermarono di non aver mai visto
sculture più delicate di quelle.
Lo scultore disse di non avere ancora
terminato: dovevano ancora essere
levigate prima di raggiungere la perfezione.
La graduale trasformazione che i visitatori
videro nelle sculture è analoga
a quella che avviene nella persona
che pratica yoga. All’inizio
il carattere è grossolano e
manca qualcosa. Poi, con il tempo,
l’attitudine verso la vita,
sé stessi e gli altri, cambia.
La sensibilità aumenta, comincia
ad irradiare ciò che già
era in lei. Lo yoga svela l’interiorità
della persona nello stesso modo in
cui lo scultore, lentamente, mostra
la forma del suo lavoro. La forma
è già nella pietra,
lo scultore, semplicemente, toglie
il materiale estraneo che la occulta.
Nello stesso modo, il potenziale interiore
esiste da sempre, lo yoga toglie le
scorie per permettergli di mostrarsi.
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PROBLEMI
QUOTIDIANI ED EVOLUZIONE PERSONALE,
Swami Satyananda Saraswati |
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Tutti
i problemi che affronti nella vita,
tutti gli alti e bassi sono dei mezzi
per la tua evoluzione personale. Tutto
ciò che affronti nella vita,
sia piacevole che spiacevole, è
veramente il mezzo per una consapevolezza
più elevata. Ti aiutano sul serio.
Sebbene i disturbi mentali durante la
pratica meditativa, durante la vita
quotidiana, sembrino ostacoli, in realtà
sono le cose che ti aiutano a diventare
consapevole, a confrontarti e a rimuovere
i blocchi che ti impediscono di volare
ad una più alta consapevolezza.
E’ solo attraverso i tuoi nemici
che puoi vedere le tue fobie.
E’ solo attraverso l’infelicità
che puoi riconoscere segni di disarmonia
in te stesso.
Senza i problemi quotidiani non tenteresti
mai di superare gli ostacoli.
Tutti gli alti e bassi della vita quotidiana
ti stimolano a superare le tue imperfezioni.
Riconosci i tuoi problemi e usa la vita
quotidiana come mezzo per raggiungere
la perfezione.
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CAMBIARE
SÉ STESSI, Omraam Mikhaël
Aïvanhov |
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Certe
persone vi sono ostili, e vorreste che
cambiassero atteggiamento nei vostri
confronti? Occupatevi prima di cambiare
voi stessi. Per far sì che gli
altri cambino comportamento, non bisogna
combatterli. Cambieranno soltanto quando
sentiranno che voi stessi siete cambiati,
che da voi emanano luce, bontà,
pace... È facendo un lavoro su
voi stessi che costringerete gli altri
a cambiare.
Bisogna iniziare vincendo i propri nemici
interiori, e in seguito si riusciranno
a vincere i nemici esteriori con la
forza dell’esempio. Vedete bene
che i dissensi, i battibecchi e le critiche
non portano a niente... Allora, ogni
volta che una situazione diventa difficile,
cominciate a trovare un buon
atteggiamento; avrete in seguito abbastanza
tempo per prendervela con gli altri,
ma con la luce e con l’onnipotenza
dell’amore.
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L'ASINO,
una storia dalla trazione Sufi… |
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Un
giorno l'asino di un contadino cadde
in un pozzo.
Non si era fatto male, ma non poteva
più uscirne. L'asino continuò
a ragliare sonoramente per ore, mentre
il proprietario pensava al da farsi.
Finalmente il contadino prese una decisione
crudele: concluse che l'asino era ormai
molto vecchio e che non serviva più
a nulla, che il pozzo era ormai secco
e che in qualche modo bisognava chiuderlo.
Non valeva pertanto la pena di sforzarsi
per tirare fuori l'animale dal pozzo.
Al contrario chiamò i suoi vicini
perché lo aiutassero a seppellire
vivo l'asino.
Ognuno di loro prese un badile e cominciò
a buttare palate di terra dentro il
pozzo. L'asino non tardò a rendersi
conto di quello che stavano facendo
con lui e pianse disperatamente.
Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo
un certo numero di palate di terra,
l'asino rimase quieto. Il contadino
alla fine guardò verso il fondo
del pozzo e rimase sorpreso da quello
che vide.
Ad ogni palata di terra che gli cadeva
addosso, l'asino se ne liberava, scrollandosela
dalla groppa, facendola cadere e salendoci
sopra. In questo modo, in poco tempo,
tutti videro come l'asino riuscì
ad arrivare fino all'imboccatura del
pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne
trottando.
La
vita andrà a buttarti addosso
molta terra, ogni tipo di terra.
Se ti senti dentro un pozzo il segreto
per uscirne consiste semplicemente nello
scuotersi di dosso la terra che si riceve
e nel salirci sopra.
Ricorda
le cinque regole per essere felice:
1- Libera il tuo cuore
dall'odio.
2- Libera la tua mente
dalle preoccupazioni.
3- Semplifica la tua
vita.
4- Dà di più
e aspettati meno.
5- Ama di più
e ... accetta la terra che ti tirano
addosso, poiché essa può
costituire la soluzione e non il problema.
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IL SENSO
PROFONDO DELLO SHIATSU |
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Un giorno
un uomo si recò da un vegliardo:
"Maestro - lo pregò -dammi
una medicina per far morire mia suocera
lentamente."
Il
maestro gli insegnò l'arte dello
Shiatsu, fino a quando... "Puoi
andare - lo esortò - ora conosci
il modo per realizzare poco alla volta
il tuo desiderio".
Dopo qualche tempo l'uomo tornò
afflitto: "Maestro, non voglio
più che mia suocera muoia! -
lo implorò - dammi una medicina
che la guarisca". "Ma è
già guarita! - gli rispose il
saggio - e sei guarito anche tu!"
In questa parabola é racchiuso
il senso profondo di ciò che
si intende per SHIATSU. Il nostro pragmatismo
ci induce a vederlo solo come mezzo
"alternativo" di guarigione,
ma Shiatsu diviene realmente efficace,
terapeutico, quando ci si dimentica
della tecnica e ci si dedica all'altro
con tenerezza e simpatia. Basti pensare
all'efficacia delle cure materne che
sono amorevoli e spontanee.
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