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Elio, un
ragazzo italiano di tredici
anni, accetta con entusiasmo
l’idea di trasferirsi
in India con i genitori. Entra
in contatto con una realtà
molto diversa da quella che
ha lasciato e, grazie a Chandra,
una compagna di scuola, conosce
un vecchio saggio, la cultura
indiana e lo yoga.
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Le
posizioni dello yoga spesso
rappresentano uccelli, rettili,
animali feroci, eroi, personaggi
mitologici: il modo più
semplice per comprenderne
il significato profondo è
immedesimarsi in essi, come
accade, nel libro, per Chandra
ed Elio. L’immedesimazione
è una capacità
naturale dei bambini e dei
ragazzi, ancora liberi da
quegli schemi fissi e rigidi
che spesso intrappolano il
corpo e la mente degli adulti….
o una capacità da riscoprire
per quegli adulti che si rimettono
in gioco… con lo yoga.
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| Poi,
ecco il bazar. Il Baba e i
ragazzi imboccarono la via
delle stoffe: su entrambi
i lati sete e cotoni meravigliosi
dalle tinte smaglianti si
stagliavano contro il cielo
azzurro. Girarono a destra
e cominciò la via dei
tappeti: ancora colori e disegni
disposti nei più bei
mandala che si potessero immaginare.
Questa via terminava in quella
dei liutai: strumenti musicali
di tutti i tipi suonavano,
non sempre in sintonia, melodie
indiane. Immagini incantevoli,
stupefacenti. Un piccolo vecchio
vestito di bianco, seduto
a gambe incrociate quasi in
mezzo alla via, suonava il
sitar; le sue dita lunghe
e scarne, sfiorando le corde
delicatamente, creavano note
melodiose, una musica che
ammaliava e toglieva qualsiasi
altro desiderio che non fosse
quello di ascoltare.
Il Baba condusse i ragazzi
verso la via dei gioiellieri,
dove ammirarono catene d’argento
e oro, coralli, lapislazzuli,
turchesi e altre pietre meravigliose
che brillavano al sole. Chandra
fu affascinata da un’incantevole
pietra azzurro cielo; il sole
che batteva sulla sua superficie
bombata disegnava una magnifica
stella a sei punte. Il mercante
le si accostò spiegandole
che era uno zaffiro stellato
e raccontò questa leggenda.
“Quando la principessa
del Rajasthan annunciò
il suo matrimonio, Laksmi,
la dea della fortuna, apparve
nel suo castello e fece scivolare
nelle mani della dolce fanciulla
una gemma azzurra dicendo:
“ Questo è il
mio dono di nozze, esso ti
darà la possibilità
di vedere contemporaneamente
il sole e le stelle.”
In quell’istante un
raggio di sole entrò
dalla finestra dell’ampio
salone del castello, si posò
sulla gemma e disegnò
una magnifica stella a sei
punte.”
Chandra rimase a bocca aperta.
Avrebbe desiderato quella
gemma più di ogni altra
cosa al mondo, ma il Baba
le sussurrò ad un orecchio:
“La stessa magia non
si ripete mai due volte e
c’è un momento
nella vita in cui ad ognuno
di noi capita la propria:
non serve a nulla comperare
l’imitazione di quella
altrui.”
Imboccarono quindi la via
delle spezie; un forte profumo
di cannella, cardamomo, chiodi
di garofano, liquirizia e
sandalo stordì i due
ragazzi che, allegramente
ebbri, camminando piano raggiunsero
la stazione.
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