Come molte arti e scienze profonde, belle
e potenti, lo yoga ha risentito della povertà
spirituale del mondo moderno. E’ stato
banalizzato, ridotto ad un clichè.
L’essenza profonda ed eterna dello
yoga è stata strumentalizzata per
un proprio tornaconto personale da parte
di persone astute. Nelle mani di qualcuno,
lo yoga è stato ridotto ad un uno
dei tanti programmi di fitness. In altri
contesti, lo
yoga è stato presentato come
una religione il cui scopo è di attrarre
“devoti”. Quanta confusione
è stata creata intorno il chiaro
e puro concetto dello yoga! Occorre ridefinire
lo yoga e chiarire il suo significato e
il suo scopo.
Lo yoga
si definisce come una scienza: una disciplina
pratica, metodica, sistematica basata su
un insieme di tecniche, che ha lo scopo
di aiutare l’essere umano a diventare
consapevole della propria vera natura.
Lo scopo di cercare di sperimentare questo
potenziale profondo non fa parte di un processo
religioso. E’ una scienza sperimentale
di auto-studio. Le religioni cercano di
definire in cosa dovremmo credere, mentre
una scienza pratica come la meditazione
è basata sull’esperienza concreta
di insegnanti e yogi che hanno usato queste
tecniche per sperimentare il sé profondo.
Lo yoga
non contraddice e non interferisce con nessuna
religione e può essere praticato
da chiunque, indipendentemente consideri
sé stesso come agnostico o credente
in una particolare fede.
Nel corso della storia le tecniche yoga
sono state praticate in oriente come in
occidente, sarebbe un errore considerare
lo yoga
come qualcosa di “importazione”.
Infatti,
lo yoga, con le sue tecniche potenti
per creare un senso di pace interiore, armonia,
chiarezza mentale, è importante per
il mondo moderno, sia in occidente sia in
oriente.
Dato l’incremento della velocità
e dei conflitti della vita moderna, con
lo stress che ne risulta, lo yoga diventa
uno strumento essenziale per sopravvivere,
nonché per espandere la creatività
e la gioia nelle nostre vite.
Sebbene
lo yoga non appartenga all’oriente,
è però in oriente che è
più facile risalire alle sue origini,
in quanto i cambiamenti culturali non le
hanno cancellate e la tradizione è
continuata senza soluzione di continuità
fino ai nostri giorni. Nessuno ha “inventato”
lo yoga. Lo
yoga è una tradizione vivente,
un insieme di pratiche che risalgono a secoli
fa. Il famoso studioso ed insegnante Patanjali
codificò queste pratiche nell’opera
“Yoga Sutra”, scritta intorno
al II secolo a.C.
L’insegnamento più importante
dello yoga riguarda la natura umana. Afferma
che la nostra vera natura è oltre
i limiti della mente umana e della personalità:
il nostro potenziale umano è infinito
e trascende la nostra mente individuale
e il nostro senso dell’io. La parola
yoga si riferisce proprio a questo. La radice
sanscrita da cui origina, yuj- (che significa
“unione” ma anche “giogo”),
indica che lo scopo dello yoga è
di unire noi stessi alla nostra natura più
elevata. Questo scopo si realizza attraverso
le diverse discipline dello yoga. Finchè
questa re-integrazione non si realizza,
ci identifichiamo con le nostre limitazioni:
del corpo, della mente, dei sensi. Di conseguenza,
ci sentiamo incompleti e limitati, e siamo
soggetti al dolore, all’insicurezza,
alla paura, alla separazione: ciò
deriva dal non avere esperienza del tutto.
Nel mondo moderno abbiamo ottenuto dei
successi esteriori: abbiamo creato tecnologie
potenti e una grande varietà di prodotti,
abbiamo accumulato potere, ricchezza, oggetti,
proprietà, ma, ancora, non siamo
stati capaci di creare pace individuale
e sociale, saggezza, felicità.
Non abbiamo che da guardarci intorno per
vedere la distruttività degli armamenti,
il vuoto dei nostri piaceri e divertimenti,
il cattivo uso delle nostre risorse materiali
e personali, le disparità fra i ricchi
e i poveri, e, soprattutto, il senso di
solitudine e violenza del mondo contemporaneo.
Vediamo come, nel successo nel mondo esterno,
abbiamo raggiunto pochissimo di ciò
che ha valore duraturo. Questi problemi
umani non si possono risolvere attraverso
nuove scoperte tecnologiche. La loro soluzione
arriverà solo quando scopriremo in
noi stessi ciò che tutta l’umanità
ricerca: pace interiore, tranquillità
e saggezza.
Questo è lo scopo dello yoga, una
scienza pratica per aiutare l’uomo
a diventare consapevole della propria vera
natura.
Il processo dello yoga è un’ascesa
verso la purezza dell’assoluta perfezione
che è lo stato essenziale di tutti
gli esseri umani. Questo obbiettivo richiede
la rimozione delle impurità personali,
calmare le emozioni e i pensieri più
grossolani, lo stabilirsi di uno stato di
equilibrio ed armonia interni. Lo scopo
di tutti i metodi dello yoga è di
perfezionare le nostre personalità
ed aiutare a creare un nuovo ordine del
mondo.
All’inizio di questo lavoro il problema
maggiore che s’incontra riguarda l’irrequietezza
della mente, che, per sua natura, è
instabile e diretta verso l’esterno.
Lo stato più elevato di meditazione,
invece, richiede una mente calma, serena,
concentrata su un punto, libera da emozioni
negative e dalle distrazioni create da brame,
ossessioni, desideri. Per raggiungere i
livelli più sottili di coscienza
e consapevolezza ci servono forza di volontà,
chiarezza mentale, l’abilità
di dirigere la mente verso il proprio scopo.
Questo è possibile quando lasciamo
le preoccupazioni circa i successi esteriori
e cerchiamo di fermare tutti i processi
negativi e disarmonici della mente. Per
raggiungere ciò non è necessario
lasciare le nostre case e società
e ritirarsi in un monastero. Possiamo raggiungere
uno stato di pace, armonia, e soddisfazione
nella nostra meditazione quotidiana e, di
conseguenza, condurre i nostri doveri e
attività quotidiani con l’amore
e la devozione che emergono dalla nostra
esperienza meditativa.
Per coloro che vogliono seguire la via
dello yoga verso la pace e l’evoluzione
ci sono pochi prerequisiti. Occorrono buona
salute, una mente calma, sincerità,
un bruciante desiderio di superare le imperfezioni
umane. Squilibrio o eccesso nel cibo, nell’esercizio
fisico, nel sonno, nelle relazioni interpersonali
producono fratture che disturbano la pratica
dello yoga e della meditazione. La salute
è mantenuta da una dieta semplice
e regolata, da un sonno adeguato, dall’esercizio
fisico e dal rilassamento. Se tutti gli
aspetti della nostra vita quotidiana sono
ben equilibrati, sicuramente possiamo fare
progressi nello yoga e nel mondo. Indipendentemente
da dove viviamo o da quello che facciamo,
possiamo creare una vita che tende allo
yoga.
Come abbiamo già detto, c’è
molta confusione circa cos’è
esattamente lo yoga, in quanto sembrano
esserci così tanti approcci, tutti
chiamati con il termine yoga.
Uno scalatore può prendere molte
vie per raggiungere la cima della montagna.
Alla base della montagna tutti questi sentieri
sembrano distinti e differenti, ma, dalla
cima della montagna, la vista è sempre
la stessa. Lo stesso è vero per l’apparente
diversità delle diverse vie dello
yoga. Questi diversi sentieri non sono mutualmente
esclusivi o in conflitto: sono intesi per
adattarsi alle diverse inclinazioni, personalità,
temperamenti degli studenti, ma hanno lo
stesso scopo.
Hatha Yoga
Si occupa prevalentemente del
corpo e del respiro in modo da aiutare
lo studente a diventare consapevole dei
propri stati interni. Gli esercizi di hatha
yoga aiutano a far sì che per lo
studente il corpo diventi una risorsa forte
e sana.
Karma Yoga
E’ lo
yoga dell’azione. Questo sentiero
insegna a svolgere i propri compiti nella
vita in modo competente e altruistico, dedicando
i risultati delle proprie azioni all’umanità.
Praticare questo aspetto dello yoga aiuta
a vivere in modo non egoistico e con successo
nel mondo, senza esserne soverchiati e stressati.
Jnana Yoga
E’
il sentiero della conoscenza e della saggezza
e implica un’intensa disciplina
mentale. La conoscenza appare via via che
impariamo a discriminare fra ciò
che è reale e ciò che non
lo è, fra ciò che è
transitorio e ciò che è eterno,
fra ciò che è finito e fra
ciò che è infinito. Questo
sentiero è dedicato ai pochi fortunati
che sono consapevoli delle realtà
della vita più sottili ed elevate.
Bhakti yoga
E’
lo yoga della devozione. E’
la via dell’amore e della devozione,
dell’abbandonarsi dedicando tutte
le risorse umane alla realtà ultima.
Kundalini Yoga
E’ una
scienza altamente tecnica. E’
necessaria la guida di un insegnante competente
per imparare il metodo per il risveglio
della forza vitale che è allo stato
potenziale in ogni essere umano.
Mantra Yoga
Riguarda la
meditazione e l’uso di particolari
suoni chiamati mantra. I mantra sono
stati scoperti dai saggi durante stati di
profonda meditazione. Tradizionalmente sono
trasmessi agli studenti e sono usati come
oggetto di concentrazione. I mantra aiutano
nel processo di auto-purificazione, concentrazione
e meditazione.
Raja Yoga
E’
la via “reale”, è molto
scientifica. Seguendo questa via
metodicamente, si impara a raffinare i desideri,
le emozioni, i pensieri, nonché le
impressioni sottili e i pensieri che giacciono
nella mente inconscia. Raja yoga ci aiuta
a sperimentare la realtà interiore
attraverso otto passi. Lo scopo ultimo è
quello di raggiungere l’ultimo stadio:
quello del samadhi.
Raja Yoga
Raja Yoga comprende gli
insegnamenti di tutti i diversi sentieri
dello yoga. Poiché include
tutto, può essere praticato da persone
di diversa estrazione e temperamento.
Coinvolge le tre dimensioni dell’essere
umano: fisica, mentale e spirituale. Seguendo
questo cammino si raggiungono equilibrio
ed armonia in tutti questi livelli ed, infine,
la piena realizzazione del Sé. E’
una disciplina scientifica che non impone
una fede senza domande. Incoraggia una sana
autoanalisi. Alcune pratiche sono prescritte
e i loro benefici descritti. Perciò,
questa via può essere verificata
da chiunque sperimenti i suoi metodi. Raja
yoga è ideale per il mondo contemporaneo,
dove lo scetticismo è così
diffuso.
E’ anche chiamato , il cammino degli otto
passi che portano ad un processo ordinato
di auto-trasformazione: dal corpo fisico
ai livelli più sottili della vita.
Gli otto passi sono: yama,
niyama, asana, pranayama, pratyara, dharana,
dhyana e samadhi.
I primi cinque passi,
yama, niyama, asana, pranayama, pratyara,
rappresentano la via esterna dello hatha
yoga, che è una preparazione alla
pratica interna del raja yoga, dharana,
dhyana e samadhi.
Yama e Niyama sono dieci indicazioni di
attitudine e comportamento. Niyama sono
intesi per migliorare la personalità
umana, yama per guidare le relazioni con
gli altri nel mondo. Perciò lo yoga
è un’educazione per la crescita
interna ed esterna.
I cinque yama sono: non
violenza, veridicità, non rubare,
moderazione dei sensi, non possessività.
La loro pratica porta a modificare il comportamento
e le emozioni, sostituendo i sentimenti
negativi con quelli positivi.
I cinque nyama sono: pulizia
(sia interna che esterna), accontentarsi,
pratiche che perfezionano il corpo e i sensi,
studio delle scritture, abbandono alla Realtà
Ultima.
All’inizio non bisogna scoraggiarsi
davanti a questi due primi passi. Per esempio,
anche prima di riuscire a sviluppare la
pratica della non-violenza completamente,
vedremo aumentare la pace nelle nostre vite
e nella meditazione come risultato di aver
tentato di praticare questo yama.
Il terzo passo è asana (posizioni
fisiche). Solitamente, nel mondo contemporaneo,
dello Hatha Yoga vengono insegnate le posture
fisiche e alcune pratiche respiratorie,
omettendo yama e niyama. In questo modo
lo yoga diventa superficiale, soprattutto
se viene presentato come mezzo per la bellezza
fisica o per la forza nelle posizioni. Certamente
asana ed esercizi respiratori portano alla
salute fisica e all’armonia, ma solo
quando le nostre menti sono libere da emozioni
violente possiamo raggiungere uno stato
mentale calmo e creativo.
Vi sono due tipi di asana: posizioni meditative
(sedute) e posture che assicurano il benessere
fisico. Una posizione meditativa stabile
ci aiuta ad arrivare ad un respiro sereno
e ad una mente quieta. Dovrebbe essere stabile
e confortevole, assicurando che testa, collo
e schiena siano eretti ed allineati su una
stessa linea. Se il corpo è scomodo,
la mente è distratta ed agitata.
Il secondo tipo di asana è praticato
per migliorare il corpo, liberandolo dai
disturbi. Queste posture stimolano specifici
muscoli e nervi e hanno molti effetti benefici.
Il quarto passo del raja yoga è
pranayama. Prana è l’energia
vitale che sostiene il corpo e la mente.
La manifestazione più grossolana
del prana è il respiro, cosicché
il pranayama è detto “la scienza
del respiro”. Gli esercizi di pranayama
portano calma e concentrazione.
Il quinto passo è pratyahara, il
ritiro e controllo dei sensi. Quando siamo
svegli la mente è coinvolta con gli
eventi, le esperienze, gli oggetti del mondo
esterno attraverso i cinque sensi: vista,
udito, tatto, gusto, olfatto. La mente costantemente
raccoglie sensazioni dal mondo esterno attraverso
i sensi e reagisce ad esse. Per raggiungere
la calma interiore lo studente di yoga sviluppa
l’abilità di rimuovere volontariamente
le distrazioni del mondo esterno. Non è
un processo fisico, ma un processo mentale
attraverso il quale, volontariamente, si
lascia andare il nostro coinvolgimento con
le sensazioni esterne.
I primi cinque passi esterni
dello Hatha Yoga preparano lo studente per
le ultime tre pratiche del Raja Yoga. Queste
sono dharana,
dhyana e samadhy che si focalizzano
più direttamente sul controllo della
mente.
Dharana è
la concentrazione: in questo processo il
potere della mente è focalizzato
su un oggetto attraverso un’attenzione
volontaria continua. Questo richiede uno
sforzo cosciente della volontà che
si sviluppa attraverso una pratica costante.
Attraverso la concentrazione una mente debole
e distratta è focalizzata e diventa
più potente.
Dhyana è
la meditazione, il risultato di una concentrazione
ininterrotta. La concentrazione rende la
mente focalizzata, calma e serena. La meditazione,
allora, espande la mente concentrata in
uno stato di coscienza elevato. La meditazione
è il flusso ininterrotto della mente
verso un oggetto o concetto e quando la
mente si espande oltre il livello conscio
e subconscio ed assume questo flusso di
coscienza elevata, allora arriva la conoscenza
intuitiva. Tutti i metodi dello yoga ci
preparano per raggiungere alla fine questo
stato di meditazione ed ottenere la pace,
la perfezione e la tranquillità.
Nella vita quotidiana la meditazione può
essere molto utile per eliminare problemi
fisici e psicologici. Molti dei disturbi
che sperimentiamo sono, in realtà,
il risultato diretto od indiretto dei conflitti,
soppressioni, stress emotivi che emergono
dalla mente conscia od inconscia. La meditazione
ci aiuta a diventare consapevoli di questi
conflitti e a risolverli, portando a tranquillità
e pace. In questo modo, la meditazione diventa
una risorsa potente per far fronte alle
sfide della vita quotidiana.
L’educazione moderna ci insegna a
memorizzare fatti, dati ma non a capire
e sviluppare la nostra vita interiore. La
nostra mente rimane distratta e le nostre
emozioni continuano ad essere delle forze
negative e conflittuali. Utilizziamo così
solo una piccola porzione delle nostre abilità
mentali in quanto il resto è impegnato
dalla confusione, paura, conflittualità
interna.
La meditazione ci aiuta a superare questi
limiti, a diventare consapevoli del potere
più sottile e positivo in noi. Con
questa consapevolezza diventiamo creativi
e dinamici. Abilità come l’intuizione,
che molti considerano inusuale o rara, sono
alla portata di tutti gli esseri umani che
meditano. Tali doni sono disponibili per
chi entra in contatto con gli aspetti più
profondi di sé stesso.
La meditazione intensa e prolungata porta
all’ultimo passo del raja yoga, lo
stato di samadhi, quello della coscienza
elevata. In questo stato diventiamo uno
con il Sé e si trascendono tutte
le imperfezioni e limitazioni. Lo stato
di samadhi è il quarto stato di coscienza,
che trascende i tre normali di veglia, sogno
e sonno senza sogno.
La persona che raggiunge il samadhi diventa
un dono per la società. L’umanità
potrà arrivare ad una civiltà
più evoluta solo grazie alla crescita
e all’evoluzione degli esseri umani.
La persona stabilizzata nel samadhi vive
la sua vita come espressione di un flusso
ininterrotto di coscienza elevata. Questo
livello è l’essenza della natura
umana, è universale e trascende tutte
le divisioni di cultura, credo, genere o
età. Diventando consapevoli di questo
stato interiore l’intera vita è
trasformata. Se ci trasformiamo e sperimentiamo
serenità, pace e libertà,
trasformiamo anche la società e la
civiltà umana.
Questa consapevolezza della coscienza
infinita è lo scopo pratico e reale
dello yoga.