Il filo conduttore di ogni pratica
yoga è il respiro. Durante
questo anno di corso (2006-07), abbiamo
cercato di "ri-scoprire" il respiro
normale, spontaneo, quello che ci viene
donato alla nascita. Abbiamo scoperto come
questo atto che compiamo continuamente e
ci garantisce la sopravvivenza sia influenzato
e ristretto dalle tensioni mentali, emotive.
E come, a sua volta, possa agire su di esse,
permettendoci di scioglierle e di affrontare
gli inevitabili momenti difficili della
vita con un approccio più aperto
e, quindi, più pronto a trovare nuove
soluzioni.
Nell’articolo che segue sono
stati riassunti i punti fondamentali della
respirazione diaframmatica e i suoi benefici.
Vi è, inoltre, quello che,
scherzosamente, in queste ultime lezioni
ho chiamato il “compito delle vacanze”:
ritagliarci 5-10 minuti di pratica quotidiana
del respiro tenendo una sorta di diario…
troverete una tabellina settimanale da fotocopiare….
ad ottobre ci sarà la verifica!!!!
Ehi… non prendetemi sul serio!!! ;-)
Buone vacanze!
Il diaframma è il muscolo principale
della respirazione: separa il torace dall’addome
e si trova al di sotto dei polmoni. Durante
l’inspirazione si contrae, preme contro
gli organi addominali e porta i polmoni
verso il basso, espandendoli dal fondo.
Nell’espiro il diaframma si rilassa
e ritorna nella posizione di partenza.
• Il torace rimane fermo e rilassato:
si sperimenta il movimento del respiro a
livello delle ultime costole e dell’addome.
Questa parte di espande leggermente all’inspiro
e si sgonfia leggermente all’espiro.
• Il respiro entra ed esce attraverso
il naso. La bocca è chiusa.
• Il respiro fluisce senza interruzioni,
sussulti, irregolarità.
• Non ci sono pause fra inspiro ed
espiro.
• Inspiro ed espiro hanno la stessa
durata (per un effetto particolarmente calmante
si può rendere l’espiro più
lungo, fino a una durata doppia rispetto
all’inspiro).
• Il respiro è silenzioso.
• Calma il sistema nervoso.
• Massimizza l’efficienza del
respiro.
• Dà sollievo nei momenti di
turbamento emotivo.
• Incrementa la vitalità.
• Rende la mente più chiara
e serena.
La pratica giornaliera sviluppa e radica
lo schema respiratorio diaframmatico naturale.
Scegliere un momento tranquillo della propria
giornata in modo da praticare alla stessa
ora tutti i giorni.
Per esempio:
• la mattina prima di colazione
• prima di pranzo
• dopo il lavoro
• prima di andare a letto
Si consiglia di iniziare, per una settimana,
con 5-10 minuti di pratica una o due volte
al giorno.
Si può praticare nella posizione
del coccodrillo (makarasana), in quella
supina (shavasana) o in una posizione seduta
confortevole (a gambe incrociate o sulla
sedia con la colonna vertebrale allineata).
Osservare il respiro.
Alla fine della settimana valutare la propria
pratica ed apportare eventuali modifiche
di orario e/o durata. Continuare in questo
modo, lasciando che la pratichi diventi
parte della propria routine. Molto presto
se ne vedranno i risultati ma è importante
che la pratica sia continuativa per modificare
in modo duraturo e profondo il proprio schema
respiratorio.
• Associare la pratica ad un’attività
già presente nella propria routine.
Per esempio, se si praticano asana o la
meditazione, effettuare la respirazione
dopo le asana o prima della meditazione.
• O, con un altro esempio, praticare
dopo aver lavato i denti giusto prima di
andare a letto.
Tener traccia della pratica annotando giornalmente
le proprie osservazioni. Tenere questa sorta
di diario aiuta a mantenersi motivati e
può rivelare eventuali ostacoli.
Compito: Respirazione diaframmatica …..
volta/e al giorno per una settimana
Tempo e durata della pratica prevista: ………………………………………